venerdì 10 settembre 2010

Nel Lazio 10 mesi di attesa per un elettrocardiogramma, lo sdegno di Marinelli


Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti : “È in atto lo smantellamento del pubblico a favore del privato”


“I tempi biblici sono in perfetta sintonia con lo sforzo evangelico della pubblica amministrazione tutta protesa a inviare i miscredenti romani e laziali nelle braccia capienti della madre apostolica santa Chiesa Romana. Mentre infatti il laico ed ateo servizio pubblico va sempre più a scatafascio le ricche case di cura private e tutta la galassia di laboratori e studi privati conducibili per la maggior parte al vecchio ente clericale va a gonfie vele”.

Duro e sarcastico il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio delll’Italia dei Diritti ai dati del Recup, servizio unico di prenotazione di esami strumentali e visite mediche, che rivelano quanto i pazienti laziali siano costretti ad aspettare prima di poter accedere a controlli medici, sovente di vitale importanza, nella gran parte delle strutture pubbliche.

Fino a cinque i mesi di attesa necessari per una visita all’addome, sei per un ecodoppler, sette per un’ecografia mammaria bilaterale, in un contesto, quello della sanità regionale, disorganizzato e carente al limite della sostenibilità.

“Assistiamo dunque – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – alla stessa strategia che si sta attuando nella scuola pubblica. Classi di 45 persone inducono i genitori con la grana ad affidarsi alle famigerate piccole suore nere. Allo stesso modo le liste chilometriche agli uffici postali rendono il telefono con il numero del pony express un po’come l’avvistamento di un'oasi e di un laghetto da parte di un disperso nel deserto.”

Pochissime le eccezioni riscontrate come quelle della Asl Roma A e Rm-E del San Giovanni e al Nuovo Regina Margherita dove i tempi si riducono ai soli, si fa per dire, 60 giorni.

“Ѐ insomma in atto – conclude Marinelli – il pagamento di cambiali elettorali che sono arrivate alla scadenza e quindi lo smantellamento del pubblico a favore del privato è semplicemente il pagamento di un debito della politica che ha abdicato definitivamente il concetto di ‘res publica’con l’assistenza dei vari Sant’Andrea, Sant’ Eugenio e San Camillo”.

venerdì 3 settembre 2010

Alemanno annuncia riduzione cartellonistica abusiva, scettico Marinelli

“Quelle del sindaco sono parole al vento, appaiono come un contentino per i cittadini”


Roma, 3 settembre 2010 – Il Sindaco di Roma Alemanno e l’Assessore al Commercio Bordoni avrebbero trovato l’accordo sullo stanziamento necessario affinchè il 50% dei maxi cartelloni abusivi venga rimosso. Si ricorda, tuttavia, analoga promessa risalente a tre mesi fa. Sarà la volta buona o si tratta di una mossa tattica per prendere tempo?
Il Responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli esprime un’opinione molto chiara al riguardo:
“Dopo il tentativo di privatizzazione dell’acqua sarà la volta del vento perché proprio quest’ultimo, il vento, è un altro bene comune prossimo ad essere devastato dai novelli Attila che trovano in Alemanno un esemplare eclatante. Non solo l’acqua infatti o il vento o altri beni comuni, - continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – subiscono le aggressioni di queste mani rapaci, ma anche il “guardo” che tanto aveva entusiasmato Leopardi, il quale se si trovasse oggi a mirare il famoso colle, potrebbe decantare le bontà dell’ultima mutanda o dell’utilitaria che fa diventare leone l’ultimo “meschino” e le altre idiozie che i sedicenti esperti di marketing elaborano ogni giorno. Parole quindi al vento quelle di Alemanno che nell’economia globale necessita di bombardare le coscienze collettive con i famigerati loghi. Nell’economia deviata, o meglio nella diseconomia – continua Marinelli – le facezie dell’Attila capitolino, la cui immagine continua ancora a rinvenirsi sui muri della Capitale a distanza di due anni dalle ultime elezioni appare semplicemente un contentino ai cittadini infuriati che forse ricordano come, per buttarla in retorica, la grandezza di Roma, duemila anni fa, si basava proprio sul bene pubblico che era quel qualcosa che appartiene collettività e non dei palazzinari e “mutandari” di oggi”.

giovedì 29 luglio 2010

Roma maglia nera per il bike sharing, Marinelli sarcastico


Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti:“È ora che i romani la finiscano di credere all’efficienza dei servizi pubblici ed entrino nell’ottica italica per cui ogni iniziativa è solo la scusa per dare incarichi e soldi ai soliti amici”

Roma – Nella giornata di oggi la società di trasporti pubblici del Comune di Roma dovrebbe inaugurare il nuovo servizio di bike sharing del II municipio, nell’area pedonale di piazzale Flaminio. Il condizionale è d’obbligo perché da quanto emerge dal sito internet dell’Atac l’inaugurazione non è stata ancora confermata, dunque gli stalli previsti per le bici verdi potrebbero subire dei ritardi. “Le preoccupazioni e le critiche sono immotivate – ha detto Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti – perché diversamente dal resto del mondo noi in Italia facciamo sempre le cose alla grande. Nessun’altra città infatti può vantare un numero così basso di bici per cittadini a fronte di così numerosi presidenti, amministratori delegati, uffici stampa e quant’altro. Cosa saranno mai 25.000 bici circa di differenza con Parigi rispetto alla super retribuzione dei nostri ‘presidenti megagalattici’? È ora che i romani la facciano finita di credere all’efficienza dei servizi pubblici ed entrino nell’ottica italica per cui ogni iniziativa è solo la scusa per dare incarichi e soldi ai soliti amici”.

Il noleggio di bici nella Capitale non ha riscosso fin qui il gradimento dei ciclisti romani che nei blog specializzati lamentano forti ritardi nei piani di attuazione delle piste ciclabili e l’arretratezza del servizio, specialmente se paragonato a quello di altre città italiane o europee. Ad aggiungere malumore sulla vicenda, poi, è arrivata in questi giorni la notizia che Londra inaugurerà il prossimo 30 luglio un rivoluzionario servizio di bike sharing sulle rive del Tamigi, con superstrade ciclabili, 400 parcheggi per le due ruote e 6.000 bici a disposizione dei londinesi. “Non possiamo certo tacciare i nostri amministratori – ha proseguito il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – di non essere degli innovatori. Solo a Roma infatti il servizio di bike sharing è a pagamento. Nelle altre capitali europee, tra cui Parigi e Barcellona, gli amministratori locali danno le bici gratis ai loro cittadini. Se bastasse questo principio, d’altronde, un domani qualche facinoroso potrebbe pensare che a fronte del 46% di tasse che si pagano gli italiani avrebbero diritto ad asili nido, ospedali e trasporti pubblici efficienti. Per fortuna però in Italia ci pensa la retribuzione del ‘presidente’ a papparsi tutto”.

mercoledì 28 luglio 2010

A Roma Termini condizioni infernali in tunnel metro, la preoccupazione di Celardo



Il viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Auguriamoci che non si trasformi in una seconda Duisburg”



Roma – Spaventosa la situazione vissuta quotidianamente dai passeggeri della metropolitana Termini. Nei sotterranei dello snodo di scambio romano, tra la linea A e la B, a causa dei lavori di ristrutturazione iniziati il 10 aprile 2010 e con fine prevista per il 2012, i corridoi sono superaffollati e ci si stringe ad imbuto tra le recinzioni che delimitano i cantieri, in precarie situazioni di sicurezza.

Sulla questione è intervenuto Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Valutando con l’occhio critico dell’esperto di sicurezza del lavoro e prevenzione incendi, ritengo estremamente grave la scelta tecnica delle imprese preposte ai lavori di ristrutturazione sia dei tunnel sia dei trasporti e sollevamento interne al nodo Termini della metro pur condividendo la necessità di sottoporre a profondo aggiornamento impianti e sistemi che hanno parecchi anni di servizio sulle spalle. Critichiamo e non condividiamo la scelta di concentrare i lavori in un arco di tempo di 2 anni obbligando le imprese esecutrici ad una limitazione importante degli spazi e delle aree di transito. Costringendo così gli utenti a delle vere e proprie corse ad ostacoli tra corridoi angusti, percorsi che cambiano frequentemente e che costringono ad incrociare i flussi di traffico pedonale in entrata e in uscita dai vagoni”.

A peggiorare le cose sono infatti anche alcune scale mobili ferme che obbligano quanti debbono spostarsi da una linea all’altra ad imbattersi in chi arriva dall’esterno o chi deve uscire fuori all’altezza del Forum Termini. “Siamo seriamente preoccupati – continua Celardo – per la riapertura settembrina di scuole e di uffici che porteranno il volume dei viaggiatori a triplicarsi nel giro di pochi giorni e ciò metterà chiaramente in grave affanno tutto il sistema. La domanda nostra è la seguente: se oggi, con un volume di passeggeri pari ad un terzo dello standard dei servizi, abbiamo gravi casi di malore da colpo di calore, da sovraffollamento, da sindrome claustrofobica, cosa ci dovremo aspettare nei primi giorni di riapertura di tutte le attività?”.

Difficoltoso ma per molti obbligatorio, spostarsi in metropolitana, sebbene ad oggi transitando nei sotterranei della stazione, visti gli spazi ristretti, basterebbe una qualsiasi emergenza o un incendio per scatenare il panico. L’analisi del viceresponsabile laziale su quest’aspetto è nitida: “Gravemente critica è l’ insufficienza di personale di sorveglianza e soccorso all’emergenza, visto che ci risultano essere permanentemente in servizio ai tornelli da 4 a 6 vigliantes e 2 vigili del fuoco per turno, numero largamente inferiore alle necessita di soccorso in caso di fuga per panico, incendio o disastro. Chiediamo immediato ed urgente intervento del nuovo questore di Roma Tagliente sul cui capo pende questa spada di Damocle, vorremmo attraverso la convocazione di un tavolo la verifica del rispetto delle condizioni minime di sicurezza attualmente impiegate e applicate, dei tempi di esecuzione delle opere e soprattutto dei criteri in base ai quali sono stati affidati dei lavori in contemporanea a più ditte creando punti critici che aumentano esponenzialmente i rischi. Numerosi passeggeri sbagliano con una certa frequenza i percorsi perché la segnaletica non è delle più chiare, andando indietro sovente si scontrano, dato il flusso della massa, e questo potrà prima o poi dare luogo a qualche incidente serio. Augurandoci – chiosa l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro – che il tunnel di Termini non si trasformi in un secondo tunnel di Duisburg”.

mercoledì 21 luglio 2010

Palazzinaro a capo commissione Ambiente Lazio, il sarcasmo di Marinelli


Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti:“Non c’è da stupirsi, non si comanda senza il mattone”


Roma, 21 Luglio 2010 - “La Polverini dovrebbe immediatamente proporre a Ramon Berloso, il serial killer delle prostitute, la commissione per le pari dignità e la tutela della donna”. Risponde con un caustico umorismo Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, alla notizia della nomina dell’immobiliarista Roberto Carlino a presidente della commissione Ambiente della Regione. Vibranti le proteste da parte dell’opposizione, che ha paventato un macroscopico conflitto di interessi coinvolgente il “palazzinaro romano”, che Marinelli senza mezzi termini giudica “uno dei tanti devastatori dello stupendo agro romano, che suscitava meraviglia e stupore nei viaggiatori dell’ottocento, a cominciare da Goethe, impegnati nel tour culturale della penisola”. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, la realtà è oggi ben diversa e citando Roberto Saviano, ricorda come l’Italia “sia ormai una Repubblica fondata sul cemento. Lo sanno bene i politici romani fin dalla presa di Porta Pia e dallo scandalo della Banca Romana: per comandare davvero, occorre scendere a patti immorali con il mattone. Non c’è da meravigliarsi dunque – conclude con disincanto Marinelli – se a presiedere la commissione preposta alla tutela dell’Ambiente, ci sia un “Attila” delle costruzioni”.

mercoledì 30 giugno 2010

Per le famiglie del Lazio mare sempre più salato, l’indignazione di Marinelli


Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “I cittadini sono costretti a pagare quello che appartiene alla collettività”


Roma– Trascorrere una giornata sul litorale laziale ogni anno ha un costo maggiorato per i cittadini della Capitale. Stando alle ultime inchieste, una famigliola media, di tre componenti, assicurandosi a malapena il minimo indispensabile per passare un giorno al mare, arriva a spendere circa 40 euro.
Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori che denunciano aumenti complessivi di oltre il 2 % , fino quasi al 5 % per un ombrellone. Ironiche, che non nascondono indignazione le parole di Vittorio Marinelli responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “Fanno bene gli stabilimenti balneari ad aumentare i prezzi, così finalmente i poveri gestori riusciranno perlomeno a sopravvivere. Sembra infatti dalle ultime dichiarazione dei redditi che i poveri esercenti, che tanto fanno par la collettività, guadagnano poi solamente 10900 euro, non al giorno, come a chiunque verrebbe da pensare, bensì all’anno.10900 annuali, facendo le varie operazioni aritmetiche da un reddito per questi benefattori dell’umanità di 30, 27 euro al giorno. Rimane quindi il dubbio di capire come mai queste imprese sembrino floride quando, visti gli incassi scandalosi, il percepire un reddito così modesto porterebbe qualsiasi amministratore all’obbligo di consegnare i libri in tribunale per le dichiarazioni di fallimento”.

Scegliere una soluzione spartana sembra l’unico modo di arginare gli aumenti, più l’impianto è elegante e maggiore è il rischio di trovarsi di fronte a sorprese sgradevoli. I clienti possono difendersi osservando i tariffari, sebbene non tutti gli esercenti rispettino le regole, ben 59 infrazioni sono infatti state segnalate per mancata esposizione dei prezzi, oppure optando per i giorni feriali e le ore pomeridiane, quando i prezzi subiscono un calo, scelta però difficilmente praticabile per gran parte dei nuclei famigliari romani.

“Il concetto di bene comune – prosegue Marinelli – sempre più s’affievolisce fino a sparire nella nostra società , a partire dall’acqua passando anche per la privatizzazione del demanio i cittadini sono costretti a pagare quello che appartiene invece alla collettività. Nello specifico ci si stupisce di come le spiagge libere non siano ancora più affollate di quanto già dovrebbero essere. Arenili dove si entra e , come è giusto che sia, non si spende una lira, anzi un euro. Farebbero bene quindi, i consumatori – conclude con una punta di sarcasmo, l’esponente laziale del movimento presieduto da Antonello de Pierro – a scegliere solo queste spiagge onde consentire ai gestori di evitare lo sforzo di andare in tribunale, permettendo il fallimento automatico delle imprese di balneazione”.

venerdì 25 giugno 2010

A Roma il primato di morti per pm10. L’aut aut di Marinelli

Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Le città non sono in grado di sostenere il traffico urbano per carenza infrastrutturale”


Roma, 25 giugno 2010 – “Sicuramente il trend è positivo se riceviamo buone notizie sia da Pomigliano d’Arco che dal Golfo del Messico. La prima, cittadina campana, lancia un messaggio di speranza in ordine alla chiusura degli stabilimenti Fiat Italia; il secondo, invece, ex meraviglioso golfo turistico, suona la sveglia a chi amministra la cosa mondiale sui rischi ecologici del petrolio”. Questa la dichiarazione del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli , all’indomani dell’assegnazione del non invidiabile primato conquistato da Roma come città con più morti che possono ricondurre all’inquinamento da pm10.
“In un’Italia, però rappresentata da vecchi amministratori capaci di gestire egregiamente solo condomini, - così lancia il suo strale Marinelli - si è soliti procedere come quando il medico, invece di curare le cause di una malattia, interviene su un brufolo con del semplice belletto o del fondotinta invece di risolvere i problemi alla radice”.
L’attenta disamina della questione, da parte dell’esponente regionale del movimento presieduto da Antonello De Pierro, prosegue con un paragone naturalistico che pone davanti agli occhi degli amministratori pubblici l’insostenibilità dell’attuale stato infrastrutturale: “Al termine della gestazione Madre Matura ci dà due gambe e non quattro pneumatici forniti di altrettante ruote, per cui data la non naturalità del trasporto automobilistico è necessario rivedere il sistema della mobilità urbana e, che vadano a benzina, a gasolio o a gas, le macchine devono sparire dai nostri borghi. Le città non sono in grado di sopportare il traffico privato per insufficienza infrastrutturale. Più che verso il futuro, il nostro sguardo è rivolto verso un radioso passato, quando Roma era la capitale mondiale di filobus e tram.”

giovedì 17 giugno 2010

Gran premio di Formula Uno all’Eur, Marinelli sarcastico


Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “I cittadini sbagliano a preoccuparsi perché ormai la tragedia della distruzione dell’unica zona di Roma dove sembrava di essere in Europa è già da tempo in essere”

Roma – L’ipotesi di far correre un Gran premio di Formula Uno all’Eur continua a suscitare perplessità e polemiche tra cittadini. Questa volta la mobilitazione è partita dal sito internet il respiro ed ha finito per coinvolgere consiglieri municipali ed il Comitato contro la Formula Uno all’Eur. “I cittadini – ha affermato il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti – impostano male le proteste perché dovrebbero pretendere la trasformazione della bella gara da Formula Uno a Rally internazionale urbano. Lo stato scandaloso delle nostre strade, Eur compreso, è invece una manna per quei pazzi scatenati che vediamo nelle belle foto di gare svolte tra mari e montagne. A parte questo i cittadini sbagliano a preoccuparsi perché ormai la tragedia della distruzione dell’unica zona di Roma dove sembrava di essere in Europa è già da tempo in essere. Il bel laghetto dell’Eur progettato dall’architetto De Vico e per il quale la cittadinanza di Tokio aveva regalato centinaia di ciliegi è ridotto alla metà. Tutti i cittadini stanno vedendo lo scempio del fantomatico acquario che è l’escamotage trovato dagli insaziabili Attila per distruggere questo ex piccolo pezzetto di paradiso urbano”.

Quello che suscita le maggiori preoccupazioni tra le associazioni ed i comitati di quartiere è che il comune, dietro il progetto della Formula Uno, voglia approvare una variante urbanistica per mettere mano all’intera area dell’Eur e costruire uffici, centri commerciali ed altre cubature. “ Lo sky-line dell’Eur – ha proseguito nel ragionamento il rappresentante del movimento guidato da Antonello De Pierro - con i bei grattacieli del ministero delle finanze un “episodio” brillante dell’architettura italiana post guerra è stato smantellato per far posto alla fantomatica nuvola di Fuksas. L’unitarietà dell’agro romano rappresentata dalla forma di rombo è definitivamente scomparsa a causa di quartieracci pseudo-chic con densità abitativa stile Calcutta. In questo quadro generale di furto sistematico della cosa pubblica il “Gran premio di Rally” appare strumentale e funzionale a tale scellerato divenire”.

mercoledì 5 maggio 2010

Emergenza povertà a Roma e provincia, le proposte della Nieddu

Emergenza povertà a Roma e provincia, le proposte della Nieddu

La vice responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Il Comune deve mettere a disposizione a canone agevolato le case degli enti e le abitazioni sfitte”

Roma –“Il problema degli affitti a Roma sta iniziando a diventare di dimensioni spropositate. Le persone si spostano in periferia per sopravvivere, ma i canoni iniziano ad alzarsi anche nei sobborghi”. E’ questo il commento della vice responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Anna Nieddu, alla notizia che non ci sono soltanto i 5 mila senza casa della Capitale, ma aumentano anche le situazioni di povertà e disagio sociale nella provincia di Roma. Secondo i dati diffusi a Palazzo Valentini, il 2009 conferma il trend del 2008 quando nel Lazio era cresciuta la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà. Inoltre Roma si sta spopolando per le difficili condizioni di vita: c'è un progressivo trasferimento delle persone in condizione di povertà dalla città alla provincia; fenomeno dovuto in parte alla ricerca di alloggi più economici da parte di italiani e stranieri. “L’andamento del mercato immobiliare della periferia romana sta iniziando ad essere in continua ascesa. Se prima i cittadini più poveri si spostavano in periferia per vivere e al centro della Capitale per lavorare, ora a breve non sarà così. Le persone disagiate si sposteranno in provincia - continua la Nieddu –, rischiando però una sorta di ghettizzazione”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: ”Per risolvere tale situazione bisogna in tutti i modi migliorare le condizioni economiche ed eliminare la precarietà sia dei giovani che dei vecchi lavoratori. Il Comune, inoltre, deve mettere a disposizione le abitazioni sfitte e proporre un canone agevolato per le case degli enti”.

martedì 20 aprile 2010

Italia dei Diritti denuncia disagi a ufficio Inps di via Lenin a Roma


Sul caso è intervenuto Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio del movimento

Roma, 20 aprile 2010 – Un nuovo caso di pubblica amministrazione carente ha richiamato l’attenzione dell’Italia dei Diritti, il movimento nazionale per la tutela dei cittadini, che è da sempre in prima fila quando una disfunzione o un’inefficienza amministrative ledono o danneggiano i diritti della società civile. L’episodio in questione è stato denunciato da Elisabetta Mazza, responsabile del movimento per il XV municipio di Roma, in base alle segnalazioni provenienti da diversi cittadini. Il disservizio si sarebbe verificato all’ufficio Inps di Roma Monteverde Gianicolense, di via Lenin, dove da circa due mesi la macchinetta che raccoglie i certificati medici non sarebbe in funzione per guasti tecnici, costringendo le persone a lunghe file, anche di due ore, agli sportelli. A quanto sembra nessuno ha provveduto a ripararla. A ciò si aggiungerebbe anche l’impossibilità di fare una fotocopia di un documento per l’assenza nel suddetto ufficio di una fotocopiatrice che impone agli utenti di recarsi alla più vicina tabaccheria, con conseguente perdita di tempo ed energie. Una disorganizzazione evidente che alla cattiva gestione del servizio unirebbe anche la solita e sempre fastidiosa maleducazione di qualcuno del personale preposto ai rapporti con il pubblico.

“Nulla di nuovo dall’ordinario, atteso che la specificità di questo caso è unicamente il fatto che ci sia un utente-cliente che si infuria come una iena”, dice Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti. “Quest’ultimo episodio è l’unica annotazione positiva nel bollettino quotidiano dello sfascio della cosa pubblica, che sembra non risparmiare nessun aspetto del terzo settore: ferrovie, aeroporti, ospedali, scuole, pubblica sicurezza e così via”, aggiunge polemico Marinelli che poi ricorda sarcasticamente come “già un autorevole studioso della cosa pubblica, Sabino Cassese, aveva avvertito di come nella P.A. si stesse determinando un’inversione dei fini, in cui essa non serviva più a offrire servizi ai cittadini bensì ad assumere disoccupati o clientele dei vari politici. Il detto quadro – spiega l’esponente del movimento – dovrebbe essere aggiornato poiché l’amministrazione pubblica serve anche a dispensare compensi milionari ai soliti amici di turno”.

Il j’accuse di Marinelli non risparmia nemmeno le misure adottate dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: “Il trend della P.A. è insostenibile e consiste nell’evitare agli impiegati di svolgere quel minimo lavoro che già prima espletavano controvoglia. Valgano per tutti gli esempi della autocertificazione sbandierata come grande innovazione del sistema o lo sconsolante scenario delle poste dove dieci impiegati sono soliti stare negli uffici mentre solo due sventurati dipendenti sono allo sportello a contatto col pubblico”.

Poi il rappresentante regionale del movimento nato su iniziativa di Antonello De Pierro commenta nello specifico i disservizi all’ufficio Inps del XV municipio capitolino: “Mi domando quante migliaia di macchinette per i certificati o quante fotocopiatrici si sarebbero potute acquistare con i 108 mila euro annui che, a detta dei quotidiani, verrebbero corrisposti alla segretaria del sindaco Alemanno, tanto per parlare di briciole”.